è questo l’importo raccolto dagli animatori di “Una gara X Luca” che viene consegnato a Luca Pellegrini, il diciassettenne promettente motocrossista di Bagnolo Mella ancora ricoverato al Montecatone di Imola, un centro specializzato nella cura delle lesioni alla colonna vertebrale. Il successo di partecipazione alla manifestazione che ha coinvolto i campionissimi della velocità motociclistica mondiale a quelli del fuoristrada nella gara a coppie di motocross disputata il 22 novembre scorso all’Autodromo Bonara di Castrezzato si concretizza dunque in un aiuto tangibile.
Il 7 agosto scorso Luca è caduto, a causa di un guasto meccanico, mentre si stava allenando in provincia di Bologna. Il ragazzo è stato operato alla schiena e, quando è stato ricoverato al Montecatone di Imola, era completamente paralizzato.
La grande forza di volontà e l’aiuto della famiglia, in primis del fratello Angelo, pure lui campione di motocross, hanno permesso a Luca di migliorare giorno dopo giorno.
Luca ha parzialmente recuperato la mobilità delle braccia e ora sta insistendo nella rieducazione per rinforzare i polsi e recuperare la mobilità delle dita.
Ogni giorno, in ospedale, affronta una sfida e un impegno durissimi, più ardui della più insidiosa gara di motocross. Ma Luca non si arrende: «Da questo ospedale voglio uscire con le mie gambe», ha dichiarato qualche settimana or sono.
I medici, premurosi e attenti ad ogni miglioramento, non si sbilanciano. In questi casi, a fare la differenza sono più la determinazione e la forza d’animo del paziente che le pur indispensabili cure mediche.
In questa situazione l’unica cosa certa è che quando Luca sarà dimesso dal Montecatone dovrà rivolgersi a strutture private per continuare le terapie. E potrebbero rendersi necessari anche altri interventi chirurgici.
Per tutto questo, quanto è stato raccolto a “Una gara X Luca”, attraverso la sottoscrizione a premi e l’asta su Internet degli oggetti donati dai campioni della velocità e del fuoristrada, diventa una risorsa importante, donata con il cuore per alimentare la speranza di un ragazzo che vuole tornare a vivere attivamente.
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